wtorek, 6 października 2015

Due chiacchiere con... Elisabetta Modena

Elisabetta Modena è laureata in Filosofia ed ha insegnato per alcuni anni, prima di scegliere di dedicarsi a tempo pieno alla sua famiglia e ai suoi quattro figli. Nel tempo libero ama scrivere narrativa e poesia. E' redattrice della fanzine di fantascienza Future Shock. E' arrivata finalista al Premio Nazionale Tabula Fati 2008 con il racconto di fantascienza "La rovina". Ha scritto diversi libri, come "Il marchio di Caino" (Lulu Press ) "Racconti d'amore" (Lulu Press), "A passo di danza" (Stampalibri), "La punta di diamante" (Lulu Press) e "Il guardiano delle menti" (0111 edizioni). Ma vediamo cosa ha risposto alle mie domande: 1)      Ciao Elisabetta e benvenuta nel mio piccolo spazio. Ti sei laureata in filosofia, ma tuo marito ti ha trasmesso la voglia per la scrittura. Come nasce, quindi, questa tua grande passione per la scrittura?La passione per la scrittura è iniziata come passione per la lettura. Fin da studentessa ho letto svariati libri. Ringrazio il mio prof di lettere del ginnasio che ci ha fatto conoscere la grande narrativa dell'Otto-Nocevento (i grandi romanzieri francesi, inglesi, russi, mitteleropei, americani ecc. oltre ai nostri italiani, s'intende). Dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio ho sentito il desiderio di scrivere anch'io una storia, e ci ho provato, ma non sapevo da che parte cominciare, né come portarla avanti! All'università ho ritentato, complice anche il fatto che mio marito (all'epoca iscritto a Lettere Moderne) mi ha trasmesso la passione per le immagini: metafore, citazioni di scrittori famosi, e così via. La svolta, comunque, è avvenuta dopo la nascita del nostro primogenito: per scrivere serve tempo, e dovendo stare a casa con lui ho ripreso in mano il materiale accumulato durante gli anni universitari. Ho terminato così "La punta di diamante". Ammetto che è un'opera immatura, se ci mettessi adesso le mani dovrei riscriverla. Per questo l'ho pubblicata su Lulu: mi interessavano i commenti degli altri per migliorarmi.2)      Hai pubblicato diversi libri e i libri si sa sono come figli per gli scrittori, ma tu quale non riscriverti o riscriveresti in modo differente? Perché? Quale, invece, prediligi? Perché?Ho già ammesso che riscriverei "La punta di diamante": troppo scolastico come impianto, stile immaturo, scarsa tensione narrativa, insomma un sacco di difetti. Riscriverei allungandoli "A passo di danza"e "Il guardiano delle menti", perché sono nati come racconti lunghi ma in realtà dovevo trasformarli in romanzi; i lettori (giustamente) mi hanno lasciato molti commenti lamentandosi che le storie erano condotte troppo frettolosamente e che i personaggi non erano approfonditi a dovere. Tutto vero. Per la fretta di pubblicare, non mi sono accorta che potevano e dovevano essere migliorati. S'impara sbagliando.Amo invece "Il marchio di Caino". Questo libro a mio avviso può andar bene così com'è. Ovvio, ogni romanzo è passibile di miglioramento: penso a Pontiggia che riscriveva i suoi romanzi anche dopo che erano già usciti.3)      Ti sei cimentata a scrivere libri di ogni genere, dal fantasy alla fantascienza, dai racconti per i più piccini ai romanzi rosa. Qual è, in realtà, il genere che prediligi? Perché?Facile: preferisco i romanzi rosa perché sono un'inguaribile romantica.4)      Nel 2010 arriva la proposta di pubblicazione del romanzo di fantascienza "Il guardiano delle menti" da parte della 0111 edizioni. Cosa hai provato quando il tuo sogno di vederti pubblicata si è realizzato? Racconta come sei arrivata alla pubblicazione del tuo libro.Scartando gli editori a pagamento, ho iniziato a guardarmi intorno e ho spedito il manoscritto a una quarantina circa di editori medio-piccoli. O forse erano anche di più, non ricordo. La 0111 edizioni è l'unica che mi ha risposto affermativamente, sono sincera. La fantascienza è difficile da collocare: tolto la Delos (accettano racconti dietro iscrizione, se non erro. Ma potrei sbagliarmi) e poche altre, rimaneva la 0111; l'offerta è stata accettabile: nessun acquisto copie da parte mia o contributo spese. Solo nel caso fossero rimaste copie invendute dopo la scadenza del contratto (di due anni), avrei dovuto acquistarle. Tiratura iniziale: 50 copie. Ho accettato.Ovviamente ero e sono contentissima. E ringrazio tutti i lettori che via mail, sul blog (quando ce l'avevo su splinder) e su aNobii mi hanno lasciato i loro preziosi consigli.

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