wtorek, 6 października 2015

DOVE E QUANDO: 7° 10 Miglia del Montello - Giavera (TV)

Buongiorno a tutti!

Vi segnalo un'altra GRAN BELLA corsa, solo alla settima edizione ma molto ben organizzata, la ormai famosa "10 Miglia del Montello"!

Si tratta di una gara con partenza e arrivo separati, rispettivamente collocati a Giavera del Montello e Montebelluna, che si snodano principalmente su quello che noi della zona chiamiamo lo "Stradone del Bosco", una strada che costeggia il canale Brentella ai piedi del Montello, immerso nel verde. In questa strada si vedono spesso runner e ciclisti che la preferiscono ad altri luoghi per il poco traffico e i molti tratti in ombra. Anch'io la utilizzo spesso, sia come ciclista che come runner.

Ma torniamo alla gara: la partenza è alle 9.30 dal campo sportivo di Giavera del Montello, seguono poi 3km in cui si passerà il centro di Bavaria per raggiungere lo Stradone del Borsco: tra la partenza e questo punto ci sono una ventina di metri di dislivello positivo, dato che ci avviciniamo al Montello.

A metà del quarto chilometro troviamo già il primo ristoro, e fino al settimo chilometro il dislivello resto pressoché costante, al massimo qualche piccolo sali-scendi molto rapido. Qui comincia poi una leggera salitina per i due chilometri successivi, ma si parla di una decina di metri a chilometro... Poco dopo il chilometro 8 troviamo anche il secondo ristoro e le "docce", un buon modo per darsi una rinfrescata se il caldo fosse troppo pesante.

Si prosegue su un percorso rettilineo, come dal terzo chilometro, e immerso nel verde, con il Montello a destra e, in lontananza, i campanili di Selva, Volpago e altri paesi sulla sinistra.

Tra l'undicesimo e il dodicesimo troviamo la seconda doccia e l'ultimo ristoro ristoro 500 metri più avanti.

A metà del quattordicesimo si sente già profumo di arrivo e si esce dallo stradone per avvicinarsi al centro di Montebelluna: si entra in strade spesso molto trafficate ma ben gestite per l'occasione e, a metà del quindicesimo, si affronta la discesa che porta verso la stazione di Montebelluna (dubbioso: sulla rotonda della stazione, che si dovrebbe attraversare, stanno facendo lavori... avranno pensato ad un percorso alternativo, senza segnalarlo sul sito?) e da li si svolta a destra per affrontare gli ultimi 100 metri che porteranno sotto l'arco d'arrivo.

L'arrivo è in prossimità del Parco Manin, dove verranno allestiti gli stand, la consegna delle sacche, il Pasta Party e il podio per le premiazioni; il bus navetta che riporta a Giavera, invece, è a circa 200 metri da li, affianco alla caserma dei carabinieri.

Tutto il percorso può essere scaricato e visualizzato tramite GoogleEarth dal sito http://www.10migliadelmontello.it/ .

L'anno scorso era una gran bella giornata, ideale dal punto di vista climatico e con una bella partecipazione. Molto bello l'arrivo e la scelta del Parco Manin come zona post-gara.

Ricordo che ci sono due tipi di gara: la NON COMPETITIVA, al costo di 5€ da versare la mattina stessa, e la COMPETITIVA, per i tesserati FIDAL, 13€ con pacco gara e servizio di cronometraggio. Le iscrizioni per la competitiva chiudono il giorno prima e si possono fare anche via internet tramite AcriveEurope.

A malincuore, dubito di poterci essere. Il recupero sta andando bene, ma non voglio affrettare i tempi. Molto probabilmente sarò all'arrivo, tanto per provare un pò di invidia nei confronti di chi parteciperà! :)

Buona corsa a tutti!

Effetti farmacologici e farmacocinetici della madragora.

Pensavo anche io molto tempo fa che la madragora fosse solo leggenda, ma veramente tantissimi anni fa: quanti? Be' circa più di quaranta anni fa... pensavo che fossero piante mitologiche e che fosse giunta a noi la leggenda di questa pianta che ha invece dei principi attivi interessanti.

Ciò che colpiva di più e la sua fama derivano dal fatto che hauna radice che ha forma antropomorfa. Quelle che consideravano streghe invece ne conoscevano gli effetti magari in modo sterotipato, perché la assumevano attraverso uguenti che si applicavano sul corpo magari insieme ad altri pricipii attivi di altre piante, ergo le allucinazioni...Ed ecco una piccola nota sugli effetti dell'assunzione della mandragora, essiccata, o non, radice, foglie o fiore. Il principio attivo della mandragora officinalis, appartenente alle solanacee, è la solanina, da cui la joshina, o ioscina, scopolamina, che è un atropinosimile, un alcaloide.La scopolamina, o ioscina, ferma reversibilmente i recettori colinergici impedendo l'interazione tra acetilcolina e recettori muscarinici. Se assunta in dosi massive può dare sonnolenza, amnesia retrograda, tachicardia, blocco della vasodilatazione, secchezza delle fauci, secchezza oculare, secchezza bronchiale (v. uso fino agli anni '50 dello stramonium nei pazienti asmatici), dà blocco della sudorazione, può anche avere effetti sulla termoregolazione, e in alcuni soggetti provocare febbre, provoca midriasi=pupille dilatate, impedisce l'accomodamento oculare=cicloplegia. Quindi come atropinosimile agisce rilassando i muscoli lisci, e anche in dosi tossiche, diarrea, agitazione psicomotoria, stupor, allucinazioni: in DL50 delirio, paralisi respiratoria, coma morte. Ovviamente si parla di un over dose del principio attivo, quindi dipende molto da quanto principio attivo si è assunto, mangiando parti della pianta. Ma la ioscina o scopolamina a piccole dosi può essere usata anche a scopo terapeutico, o diagnostico.Ad esempio dall'oculista, adesso si usano prodotti sintetici o semi-sintetici dell'atropina, ma prima si usava, proprio colliri con percentuali minime di atropina. Non dimentichiamo che l'atotropina si trova pricipalmente nell'Atropa Belladonna.

E fu così che arrivò Natale...

Ho iniziato a scrivere questo post ormai una decina di volte ma, nel mentre, succedeva sempre qualcosa che mi spingeva a fermarmi, lasciarlo a metà, cancellarlo e iniziare, di nuovo, tutto da capo!

So di essere stata un po' assente da questo angolino, avevo così tante cose da raccontare ma mi sono dovuta scontrare contro quella brutta bestiaccia chiamata influenza e io odio essere malata. Quel senso di stanchezza perenne che ti intorpidisce il corpo e la mente e ti fa crollare esausta nel letto alle nove di sera quando avresti bisogno di ore supplementari per fare tutto ciò che devi.

Potrete, quindi, immaginare quanto sia stato difficile trascinarmi in giro e provvedere ai regali in quella caotica atmosfera che fa riversare tutti per le strade in una corsa all'ultimo secondo che vede protagonisti anche chi i regali avrebbe potuto farli con calma qualche settimana prima, però questo è un altro discorso.

Da piccola sono sempre stata particolarmente attratta dal Natale perchè, un po' come tutti i bambini del resto, ero affascinata dalle luci, dalle decorazioni e anche dal rumore che fa la carta quando apri il tuo pacchetto, l'attesa e l'emozione della sorpresa!

Mi ricordo che un anno avevo chiesto una carrozzina per il mio bambolotto e...ero talmente agitata che mi sono svegliata durante la notte e mi ci sono messa a giocare subito!

Negli ultimi anni, però, ho notato molti cambiamenti, o magari li ho visti solo io o forse sono soltanto cresciuta, e tutta quell'atmosfera magica si è trasformata in una triste corsa verso regali che magari non piaceranno e non piacciono nemmeno a noi ma è maleducazione non fare.

Si è tinto di ipocrisia nel notare quanto, per e verso certe persone, vogliamo mantenere comunque una facciata amichevole e omaggiarli di un regalo quasi ci importasse davvero di quella amica o conoscente, salvo poi non farci sentire reciprocamente per tutto l'anno.

E invece chi ti è amico davvero non ha bisogno di un regalo per dirti che ti vuole bene, te lo dimostra tutto l'anno con la sua presenza, pazienza e calore.

Per non parlare delle decorazioni! Non so da voi, ma nella mia ridente cittadina da qualche anno vengono usate quelle oscene decorazioni blu e rosse, solo e rigorosamente nelle strade principali, che se esci dal centro anche solo di una decina di metri è tutto desolatamente triste proprio perchè paragonato all'illuminazione di qualche via prima.

Insomma io quelle luci non le sopporto davvero! Non hanno nulla della mia amata atmosfera natalizia, sono così impersonali, asettiche...

Divago e non voglio essere troppo acida, almeno in questo periodo.

Tra l'altro stamattina mi è successa una cosa stranissima (o almeno per me): ho incrociato il mio vicino di casa, quello che di solito si occupa sempre di allestire l'albero e il presepe in portineria e che mi saluta con fare sbrigativo, e....si è fermato, avvicinato, mi ha fatto gli auguri, mi ha stretto la mano, mi ha chiesto cosa ne pensassi del presepe....che davvero il solo pronunciare la parola Natale renda tutti più buoni?!

E quindi, da brava personcina quale sono, voglio chiudere fuori dalla mia porta dell'ufficio (sìììì sono ancora alla mia scrivania invece di essere là fuori a sgomitare per i due ultimissimi regali!!!) la mia consueta acidità ed essere un pochino la bambina che ero.

Dato che domani non riuscirò sicuramente a postare qualcosa, spero mi perdonerete se inizio a farvi ora gli auguri di Buon Natale con la speranza:

- che sia un Natale divertente, pieno di allegria e risate;

- che vi faccia sorridere alle persone con cui siete e a coloro che non ci sono più;

- che vi faccia capire quanto siamo fortunati anche solo per la possibilità di festeggiarlo di nuovo tutti insieme questo Natale;

- che sia una festa, anche solo per una cena o per un pranzo;

- ma soprattutto che sia un Natale dolce e goloso, come è giusto che sia, che alla dieta ci si pensa dopo la Befana :)

Un abbraccio virtuale ad ognuno di voi e pure a chi vi pare!

Olivia.

ps. non vi abituate troppo a tutte queste smancerie e sviolinate...

Educazione all' Amore

Continuando l'argomento precedente (la Brava Ragazza & la Stronza - trovate il link dove cliccare sulla destra tra le etichette dei miei argomenti ) , proseguiamo facendo più luce sul tema che stavo trattando .

Abbiamo detto che , i Sintomi che il corpo ci trasmette, vanno saputi cogliere e identificare. 

Ma non tutte le donne hanno la capacità di saper rilevare quelle sensazioni che   sanno portare nella dimensione giusta per sapere gestire le relazioni a loro favore , vengono ignorate e spesso travisate .

Quante volte si sente parlare del famoso batticuore come un 'emozione fortissima e sensazionale da indurre  a pensare che siamo follemente innamorate della persona che si ha davanti .

Vorrei portare in un'altra ottica chi puo' pensare che davvero si tratta di folle innamoramento .

L' innamoramento  prevede la fusione dei due amanti , permette di proiettare nell'altro il desiderio di una felicità  assoluta e totale ma artificiale .

Queste sensazioni portano a pensare che innamorarsi e fondersi nell'altro sia una condizione di tale estasi , il massimo della felicità che si possa avere dalla vita . L'immagine mentale che si persegue in quei momenti rincorre la salvezza da una vita amara e difficile fatta di paure e di ostacoli,  dove ogni giorno c'e' da rimboccarsi le maniche per conquistare la propria identità e quel pezzetto proprio  di pace interiore . Qui e' molto facile che una donna  possa cedere  , e spesso sono le fragilità interiori a dettare legge in questi momenti , dove affidare il compito di salvezza a un nostro tutore  e' molto piu' semplice ed esonera dalla lotta quotidiana della vita .

Cosi ' siamo arrivati alla conclusione che parecchi atteggiamenti , emozioni , sensazioni vengono confuse  per inseguire il '' sogno fanciullesco '' di sentirsi sempre protette e amate dal principe azzurro che corre sul cavallo bianco  (Idealizzare l' Amore ).

La realtà e' molto diversa , ognuno deve essere in grado di crearsi la propria felicità come individuo singolo , senza dipendere da nessuno , l'amore diviene cosi' un modo per condividere quello che gia' si ha dentro e quello che si sta costruendo durante il proprio cammino di vita .

Nel momento in cui il nostro corpo e la nostra mente ci manda dei segnali , in cui se vogliamo ci avverte che stiamo correndo su un campo a noi sconosciuto , dove non e' bene per la nostra evoluzione , sta semplicemente dicendoci una cosa molto importante . Sta avvertendoci che la nostra indipendenza e' a rischio  , stiamo facendo affidamento su qualcosa o qualcuno di non definitivo , stiamo interpretando la relazione in un modo sbagliato per la nostra evoluzione spirituale e i nostri bisogni interiori vengono visti in secondo piano .

I libri che vengono diffusi a quell'età sono storie romantiche o favole che ignorano e  accentuano atteggiamenti sbagliati . Ognuno si dice che debba fare il suo percorso per capire veramente cosa sia l'amore reale e per emarginare quello romantico , ma sarebbe grandioso diffondere un passaparola fatto di opuscoli e libri  per informare e addestrare. Quello che manca alle ragazze e' una giusta educazione all'amore , nessuno   insegna  come bisogna aprociarsi a queste esperienze . La  famiglia stessa spesso ne sa meno dei figli , abituati anche loro a intercorrere  in queste dinamiche di relazioni sbagliate .

In realtà, non vi e' un educazione all'amore e non ci sara' mai credo , e spesso ci si addormenta alla fine dei nostri giorni e di una lunga vita  credendo di avere amato mentre e' stato tutto un illusione e in termini pratici una vita lasciata alla piena dipendenza da qualcun altro che non ci ha mai amati veramente .

M.

Eisenberg Paris

Buongiorno bellezze!

Oggi vi parlo di un marchio di alta profumeria: EisenbergJosè Eisenberg

L'uomo dietro la marca è un appassionato della bellezza, un creatore, un perfezionista:

Le Sue ricerche in Svizzera, al vertice della bio-cosmetica, si dirigono sull'azione combinata delle molecole, tutte attinte dalla natura.

La Formula Tri-Molecolare® messa a punto dopo 15 anni di studi e test, rigenera, energizza e ossigena l'epidermide.

Nel cuore di ogni trattamento, essa permette di dinamizzare tutti i principi attivi associati nelle formulazioni.

RISULTATI SPETTACOLARI E DI LUNGA DURATA,

UNA PELLE PIÙ GIOVANE E LUMINOSA !

L'azienda mi ha inviato gentilmente dei prodotti da testare per voi.

La prima cosa che ho notato è la cura che Eisenberg ha per i dettagli, una scatola bianca ha racchiuso una meravigliosa bag in cartone rigido racchiusa da un nastrino in raso, il tutto molto elegante e minimale.

Ogni prodotto è confezionato perfettamente, protetto da una velina trasparente sigillata con le iniziali del marchio.

Il primo prodotto che ho ricevuto é:

TRATTAMENTO VELLUTATO STRUCCANTE IDRATANTE

TRI-MOLECULARE®

Detersione perfetta

Viso e Occhi

Tutti i tipi di Pelle

Il primo gesto Indispensabile per ottimizzare l'efficacia dei trattamenti EISENBERG. Latte cremoso ultra-idratante, elimina delicatamente trucco e impurità, gli Olii di Albicocca, Avocado e gli estratti di Camomilla lasciano la pelle morbida e vellutata.Utilizzo:

Mattina e sera, con leggeri movimenti circolari sul viso e collo. Sciacquare accuratamente con acqua o con la Lozione Tonica ed asciugare. Per struccare gli occhi, mettere il Trattamento Vellutato su un batuffolo di cotone inumidito.

Testato oftalmologicamentePrezzo € 55 per 200mlConsiderazioni:

Questo struccante è il migliore che abbia mai provato, il costo elevato è appagato dalla qualità di questo latte dalla profumazione delicata e piacevole.

Lo si applica su un dischetto e strucca una favola, inoltre lascia la pelle morbida e fresca, una sensazione che provo solo dopo aver messo una buona crema idratante; Ottimo!

LATTE CORPO IDRATANTE

TRI-MOLECULARE®

Anti-Radicali Libre

Azione Levigante

Protettrice

Latte fluido istantaneamente assorbito. Idrata grazie all'Acido Ialuronico e agli Olii di Jojoba, ripara e protegge, con in più, l'azione anti-ossidante e il profumo delicato del Tè Verde. La pelle è morbida e vellutata !Utilizzo:

Far penetrare su tutto il corpo ogni giorno dopo la doccia o il bagno.

Prezzo € 61 per 200ml

Considerazioni:

Questo latte corpo ha anch'esso una fragranza fresca e piacevole, ha una consistenza fluida proprio come il latte , si assorbe velocemente e idrata moltissimo la pelle lasciandola piacevolmente vellutata.

EAU FRAÎCHE

Eau de Parfum

… Scintillanti

Coscate azzurre

In una scia

Di fragranza …

Note di Testa:

Bergamotto, Cardamomo, Pepe Rosa.

Note di Cuore:

Anice, Menta, Zenzero, Lavanda, Neroli.

Note di Fondo:

Legni Preziosi.

Prezzo  a partire da € 55

Considerazioni:

Questo profumo mi ha sorpresa, solitamente punto sulle fragranze dolci e leggendo le note non mi ha convinto molto.

Spruzzata la fragranza però mi sono ricreduta, ha una forza leggera e frizzante, lo trovo molto fresco in poche parole mi piace!

Dovreste annusarlo per innamorarvi!

Per scoprire ed acquistare i prodotti Eisenberg visitate il sito:

http://www.eisenberg.com

Eduardo Delgado - Fábrica de Música (1992)

Olás! Pensei, hoje, em postar aqui alguma coisa relacionada à Sexta Feira da Paixão e ao mesmo tempo que fosse uma produção independente. Não me lembrei de nada muito específico e nessas condições. Daí, resolvi fazer melhor, trazer um disco de música instrumental, calmo e contemplativo. Me lembrei deste álbum do compositor, flautista e saxofonista Eduardo Delgado. Até na capa, sua figura de barba, nos remete a outra, de um Cristo flautista (ou seria um Ian Anderson disfarçado?) Talvez, nenhum, nem outro, ou mais ainda...

Eduardo Delgado é um instrumentista mineiro que faz parte da nata gorda dos músicos de Belo Horizonte. Já tocou com os mais diversos artistas da música, passeando pelo rock progressivo, jazz, música instrumental mineira (que é algo ainda a ser classificado), chorinho e tudo mais onde cabe uma boa flauta ou sax.

"Fábrica de Música" foi o primeiro disco deste excelente músico, lançado de forma independente, no início dos anos 90. Apresenta um repertório com nove músicas suas e de artistas mineiros como Juarez Moreira, Beto Lopes, Tavinho Moura com Milton Nascimento e Paulinho Pedra Azul. Tocam com ele na banda Kiko Mitre no baixo, Ricardo Fiuza no teclado, Nenen na bateria e Amaury Angelo na guitarra. Como convidados, participam ainda, de uma forma ou de outra, Tavinho Moura, Juarez Moreira, Mauro Rodrigues, Beto Lopes, Chico Amaral, Gilson Queiroz e Victor Santos.

Taí um bom disco para se ouvir num dia como o de hoje (e no de amanhã, depois e depois...)reencontrobalada para lucianameus amigosem poucas palavrasvalsa do desencantocanto das águasfernandabrisapeguei a reta

Eduardo Araújo (1971)

Estou voltando hoje à rotina de trabalho, o que quer dizer que meu tempo para o blog se torna ainda mais curto. Com eu informei anteriormente, os links do Rapidshare serão aos poucos substituídos, conforme forem caducando. Fica difícil para eu trocar de imediato mais de mil títulos. A coisa será progressiva. Enquanto isso eu aconselho aos amigos cultos e ocultos tentarem baixar os "amarradinhos" a noite, fica bem mais fácil, podem acreditar.Temos aqui e mais uma vez batendo ponto o roqueiro que virou 'cowboy', Eduardo Araújo. Quando falamos deste artista, quase sempre nos lembramos de seus dois extremos, o início na Jovem Guarda e os tempos atuais onde ele insiste nessa onda de música 'country'. Pessoalmente, se eu tivesse que escolher, prefiro ficar na ingenuidade da turma do calhanbeque. Porém, a fase dele que eu mais gosto é essa dos anos 70, ou melhor dizendo, aquela onde ele já está amadurecido no rock. Este álbum de 71 é, para mim, um dos seus melhores trabalhos. É do período onde o rock nacional teve a melhor safra. Um momento onde tudo o que foi produzido, hoje se tornou coisa rara, muito procurada e difícil de achar. Neste álbum, Eduardo Araújo é rock puro. Para quem não conhece o disco deve até pensar que eu estou enganado, considerando o repertório destacadamente cheio de clássicos de Ary Barroso, Pixinguinha, Braguinha, Taiguara, Herivelto, Luiz Gonzaga e Humberto Teixeira. Mas aqui o cara deu para essas músicas uma nova roupagem, misturando o rock e a 'black music', criando uma sonoridade muito própria. Como no caso da Orquestra Serenata Tropical, alguns arranjos e interpretações podem fazer os puristas torcerem o nariz, mas ao contrário da linha discoteca, as versões roqueiras estão mais próximos do aceitável. Obviamente, eu não estou entrando no mérito dos arranjos do Waltel Branco para o disco anterior. Mas aqui, no álbum do 'cowboy', quer dizer, do roqueiro também tem batutas. O disco é produzido por Milton Miranda, a direção musical é de Gaya e a orquestração e regência de Kuntz Naegele. Entre tantos clássicos que se tornam 'crássicos' eu ainda destacaria do álbum a faixa "Salve, salve brasileiro", das músicas autorais ela é a melhor. Confiram aí o toque...no rancho fundosalve salve brasileiroave maria do morropreciso chegara canção do povo de deuscarinhosoexplosão norte sula ilhaporque a gente morremeu pai não me avisouasa branca

Due chiacchiere con... Elisabetta Modena

Elisabetta Modena è laureata in Filosofia ed ha insegnato per alcuni anni, prima di scegliere di dedicarsi a tempo pieno alla sua famiglia e ai suoi quattro figli. Nel tempo libero ama scrivere narrativa e poesia. E' redattrice della fanzine di fantascienza Future Shock. E' arrivata finalista al Premio Nazionale Tabula Fati 2008 con il racconto di fantascienza "La rovina". Ha scritto diversi libri, come "Il marchio di Caino" (Lulu Press ) "Racconti d'amore" (Lulu Press), "A passo di danza" (Stampalibri), "La punta di diamante" (Lulu Press) e "Il guardiano delle menti" (0111 edizioni). Ma vediamo cosa ha risposto alle mie domande: 1)      Ciao Elisabetta e benvenuta nel mio piccolo spazio. Ti sei laureata in filosofia, ma tuo marito ti ha trasmesso la voglia per la scrittura. Come nasce, quindi, questa tua grande passione per la scrittura?La passione per la scrittura è iniziata come passione per la lettura. Fin da studentessa ho letto svariati libri. Ringrazio il mio prof di lettere del ginnasio che ci ha fatto conoscere la grande narrativa dell'Otto-Nocevento (i grandi romanzieri francesi, inglesi, russi, mitteleropei, americani ecc. oltre ai nostri italiani, s'intende). Dopo aver letto Orgoglio e Pregiudizio ho sentito il desiderio di scrivere anch'io una storia, e ci ho provato, ma non sapevo da che parte cominciare, né come portarla avanti! All'università ho ritentato, complice anche il fatto che mio marito (all'epoca iscritto a Lettere Moderne) mi ha trasmesso la passione per le immagini: metafore, citazioni di scrittori famosi, e così via. La svolta, comunque, è avvenuta dopo la nascita del nostro primogenito: per scrivere serve tempo, e dovendo stare a casa con lui ho ripreso in mano il materiale accumulato durante gli anni universitari. Ho terminato così "La punta di diamante". Ammetto che è un'opera immatura, se ci mettessi adesso le mani dovrei riscriverla. Per questo l'ho pubblicata su Lulu: mi interessavano i commenti degli altri per migliorarmi.2)      Hai pubblicato diversi libri e i libri si sa sono come figli per gli scrittori, ma tu quale non riscriverti o riscriveresti in modo differente? Perché? Quale, invece, prediligi? Perché?Ho già ammesso che riscriverei "La punta di diamante": troppo scolastico come impianto, stile immaturo, scarsa tensione narrativa, insomma un sacco di difetti. Riscriverei allungandoli "A passo di danza"e "Il guardiano delle menti", perché sono nati come racconti lunghi ma in realtà dovevo trasformarli in romanzi; i lettori (giustamente) mi hanno lasciato molti commenti lamentandosi che le storie erano condotte troppo frettolosamente e che i personaggi non erano approfonditi a dovere. Tutto vero. Per la fretta di pubblicare, non mi sono accorta che potevano e dovevano essere migliorati. S'impara sbagliando.Amo invece "Il marchio di Caino". Questo libro a mio avviso può andar bene così com'è. Ovvio, ogni romanzo è passibile di miglioramento: penso a Pontiggia che riscriveva i suoi romanzi anche dopo che erano già usciti.3)      Ti sei cimentata a scrivere libri di ogni genere, dal fantasy alla fantascienza, dai racconti per i più piccini ai romanzi rosa. Qual è, in realtà, il genere che prediligi? Perché?Facile: preferisco i romanzi rosa perché sono un'inguaribile romantica.4)      Nel 2010 arriva la proposta di pubblicazione del romanzo di fantascienza "Il guardiano delle menti" da parte della 0111 edizioni. Cosa hai provato quando il tuo sogno di vederti pubblicata si è realizzato? Racconta come sei arrivata alla pubblicazione del tuo libro.Scartando gli editori a pagamento, ho iniziato a guardarmi intorno e ho spedito il manoscritto a una quarantina circa di editori medio-piccoli. O forse erano anche di più, non ricordo. La 0111 edizioni è l'unica che mi ha risposto affermativamente, sono sincera. La fantascienza è difficile da collocare: tolto la Delos (accettano racconti dietro iscrizione, se non erro. Ma potrei sbagliarmi) e poche altre, rimaneva la 0111; l'offerta è stata accettabile: nessun acquisto copie da parte mia o contributo spese. Solo nel caso fossero rimaste copie invendute dopo la scadenza del contratto (di due anni), avrei dovuto acquistarle. Tiratura iniziale: 50 copie. Ho accettato.Ovviamente ero e sono contentissima. E ringrazio tutti i lettori che via mail, sul blog (quando ce l'avevo su splinder) e su aNobii mi hanno lasciato i loro preziosi consigli.

Educazione siberiana - Nicolai Lilin

Titolo: Educazione siberianaAutore: Nicolai LilinEditore: EinaudiPagine: 343Data di pubblicazione: 15 Marzo 2010ISBN: 9788806202569Prezzo: 12.50 €

Sinossi:Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di

nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito

nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi

indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In

Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente

diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio

come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la

tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con

gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro

il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e

sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai

primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria,

mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva

che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a

parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o

di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per

la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere

un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed

espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza

dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure

decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile,

tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

Devo confessarvi subito una cosa. Anzi, due.

Questo romanzo mi attira da quando è uscito, ma da quando è uscito mi respinge anche. Mi spiego: da quando è uscito l'ho preso in mano in libreria, al supermercato, in autogrill, in tutti i posti in cui si posso trovare dei libri insomma, così tante volte che se avessi letto ogni volta una decina di pagine lo avrei finito senza acquistarlo. Ma non l'ho mai letto, non ho mai avuto il coraggio perché volevo sapere, ma avevo anche paura di ciò che avrei potuto trovare tra le sue pagine.

La seconda cosa che devo confessarvi è che l'ho letto (perché me lo hanno regalato al compleanno) solo dopo aver visto il film che mi è piaciuto un sacco. E pure più del libro.

Ecco, l'ho detto. Ora vi ho confessato davvero tutto.

L'inizio della sinossi che ho sopra scritto dice "Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di

nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo?"

Ed è spinta da questa domanda e dalla curiosità che si prova sempre qualcosa di sconosciuto e così lontano da noi, che ho deciso di farmi coraggio e immergermi in questa cultura così distante da noi, una cultura fatta di leggi proprie, leggi strane, leggi che per noi sono a volte del tutto inconcepibili.

Nicolai Lilin ci racconta la sua educazione siberiana e la sua vita a Fiume Basso, tra delinquenza, violenza e armi di ogni genere.

Quando l'ho finito, cinque giorni fa, ho dato di getto la votazione massima su aNobii. Poi, però, ci ho riflettuto ed ho cambiato opinione perché il libro è decisamente interessante, racconta in modo molto vivido e senza mezzi termini la vita in una comunità criminale (che io continuo a definire sui generis), ma lo fa in un modo talmente prolisso e, a volte, talmente dettagliato, che quasi esaspera e stufa.

Non è un brutto romanzo, ma se avete visto il film e avete deciso di leggerlo per quello, aspettatevi tutta un'altra cosa.

Se, invece, siete titubanti e non sapete se leggerlo o meno, non so proprio cosa consigliarvi...

El Gaucho - l'Argntina a Milano

Rieccomi!

Oramai il blog è stato messo in standby come avrete capito. Gli impegni sono talmente tanti, le scadenze talmente ravvicinate che a volte faccio fatica a far quadrare tutto. In più spesa, lavatrice, pulizia casa insomma...un equilibrio precario.

In tutto ciò anche lo studio... ma ce la farò!

Avrei un sacco di post da condividere con voi. Cucino poco in realtà e per fortuna la mensa pensa al mio pranzo ma sto scoprendo nuovi posticini.

Il post di oggi è sulla mia avventura argentina qui a Milano, proprio dietro casa.

El Gaucho. Vi accoglierà con luci soffuse, divanetti rivestiti di pelle, legno scuro e luci di candela. Un posto non pretenzioso ma elegante, in cui andare in coppia o in famiglia.

Lo sconsiglio per grandi tavolate di amici, perderebbe l'atmosfera intima. 

Il servizio è attentissimo ad ogni particolare, dall'ordinazione precisa alle portate fino al vino e all'acqua prontamente versati appena finiscono.

Ora mi direte...dettagli. Certo che sono dettagli ma fanno la differenza.

Menù argentino con ottima selezione di carni, contorni e dolci.

Un punto a favore dei vini. Ottimi. Provato un calice di rosso su consiglio del personale. Ottima scelta per accompagnare uno spiedino di carne e verdure.

Pensate ai soliti spiedini tristi che si servono al ristorante?

Dimenticatevelo. Qui ci si mangia in due, i filetti sono tenerissimi e la disposizione rispecchia la cura dello staff in cucina.

La cucina è a vista così da osservare la maestria degli chef.

Punto a favore anche qui per i contorni: purè di zucca cremoso, non stucchevole. Ottimo. Così come ottima è la selezione di formaggi alla griglia serviti per antipasto. E le salse di accompagnamento tra cui la famosissima chimichurri.

Se siete amanti delle costate qui troverete il vostro regno!

Dicevo che le porzioni sono ottime, abbondanti al punto che per assaggiare più portate potete pensare di dividerle in due o anche in tre come il caso della costata da noi presa.

Dolci. Unica nota stonata forse dalla mia scelta poco azzeccata è che il dulce de leche risulta leggermente stucchevole insieme al cocco.

Prezzi medio alti, circa 40€ a persona ma assolutamente meritatissimi per qualità e quantità del servizio e del cibo.

Altra nota a favore degli amici maschi è la presenza di Xavier Zanetti quasi fissa! :)

El Gaucho

via carlo d'Adda 11

02v89400839

doccia con papà

Le porcelline a cena imploravano di fare la lotta nel lettone, prima di dormire.

Una pratica assai violenta nella quale i tre porcellini tentano inconsapevolmente di evirare il signor G.

Però si può fare solo quando il giorno successivo è vacanza. Perchè particolarmente impegnativa appunto per il genitore il quale per 15 dinamici minuti deve difendere la propria virilità.

Quindi c'è stato il diniego genitoriale, perch oggi è un odiosissimo lunedì.

-Allora, facciamo la doccia!-

Il fatto che possano paragonare la lotta alla doccia, già dovrebbe preoccupare.

-Amore, la fai tu la doccia alle bambine? Così io intanto lavo i piatti.-(Ovvero, scegli tu: preferisci lavare i piatti, o fare una -innocua-doccetta alle tue bambine?)

Il signor G ingenuamente ha scelto la doccia.

-Bene, bimbe, allora, intanto andate in bagno a svestirvi.-

E le due porcelline divincolandosi come serpenti hanno cominciato felici a smutandarsi già in corridoio lasciando la scia di vestiti arrotolati ed irriconoscibili.

Dopo 2 minuti dal bagno si sentiva a squarciagola la porcellina si mezzo che cantava: -SIAMO LE SPOSE NUDEEE, SIAMO LE SPOSE NUDE!-

Nuda, of course.

Ballando.

La sorella la precedeva di una incollatura.

Il signor G. è entrato in bagno per dirigere le operazioni in manira militare, mentre io dalla cucina sentivo le porcelline sghignazzare senza ritegno e canzonare vergognosamente il genitore impotente (in quanto fuori dalla doccia); e dopo 5 minuti di canzoni, balletti, can can, il Sigor G. si è affacciato alla cucina inzaccherato e dicendo:- Sono drogate. Sono drogate.-

Finalmente sono uscite. Coi loro accappatoi. Come starlette del cinema. Si sono appolaiate sul letto con le gambe accavallate e mentre il padre asciugava i capelli le ho sentite dire:-Bene papà. Tu sei quello che ci fa belle. Il parrucchiere. Ok? Perchè noi, ci dobbiamo sposare.-